Progetto "Buone X Prassi per le famiglie"

ama3La cosa che conviene fare è capire che,
nel luogo in cui siamo,
c’è già un tesoro
Andrea Canevaro

Il progetto “Le buone X prassi per le famiglie” è un'importante iniziativa di pedagogia speciale realizzato con il contributo della Tavola Valdese http://www.ottopermillevaldese.org/

 

Proviamo a spiegarlo rispondendo a qualche domanda.

Di cosa si tratta?
Si tratta di un progetto di rilevazione di buone prassi a partire dai buoni esempi forniti dalle famiglie dei soci, quindi anche dalla vostra famiglia.

Cosa è una buona prassi?
Per buona prassi si intende un’attività in grado di trasformare il contesto (famiglia, scuola, ambulatorio medico, città ecc.) rendendolo adatto anche alle persone con sindrome x fragile.

Cosa chiediamo ai soci?
Di mettersi a disposizione per sei incontri di 6 ore, una volta al mese da marzo 2015 a ottobre 2015, con gli altri soci del proprio territorio per riflettere - all’interno di un gruppo di auto-mutuo-aiuto - sui propri “buoni esempi”, sulle modalità che funzionano per il proprio figlio con sindrome X fragile nei vari ambiti di discussione proposti. In alternativa, secondo le esigenze del territorio, sarà possibile optare per quattro incontri formativi all’interno dei quali si offrirà comunque la possibilità di riflettere sui propri “buoni esempi” nei diversi ambiti.

Quali sono gli ambiti di riflessione?
Sono ambiti di vita quotidiana, come il momento dei pasti, le cure di routine, l’inclusione scolastica, la capacità di organizzarsi con i propri limiti, il lavoro e così via.

Chi conduce la discussione?
La discussione all’interno dei gruppi di auto-mutuo-aiuto e/o nei moduli di formazione è condotta da un docente universitario di pedagogia speciale proveniente dal territorio di appartenenza delle famiglie partecipanti.

Perché il docente deve provenire dal territorio di appartenenza?
Perché vorremmo che, al termine del progetto, rimanesse sul territorio un esperto di riferimento per le famiglie, con il quale le famiglie stesse potrebbero progettare nuove esperienze e collaborazioni.

Cosa deve fare il docente di pedagogia speciale?
Il docente avrà il compito di facilitare la discussione nel gruppo di famiglie, sollecitando l’emergere dei buoni esempi offerti dalle famiglie. In alternativa, per i territori che aderiscano ai 4 incontri di formazione, la rilevazione dei buoni esempi avverrà a conclusione dei momenti formativi. A seguito della discussione comune, il docente provvederà a redigere le conclusioni del proprio gruppo di lavoro e a inviarle al coordinamento del progetto.

Chi si occupa del coordinamento del progetto?
Abbiamo la gioia di informare i soci che Andrea Canevaro, professore emerito presso l’Università di Bologna e pedagogista di fama internazionale, ha scelto di sostenerci ancora accettando di coordinare il progetto.

Cosa fa il coordinatore del progetto?
Il professor Andrea Canevaro riceverà i contributi dai docenti dei diversi territori, mettendoli a sistema e definendo qualche “buona prassi”, cioè individuando quegli atteggiamenti di fondo trasversali a tutti i buoni esempi riportati.

Cosa avremo alla fine del progetto?
•    Avremo coinvolto 70 famiglie nell’analisi di 50 buoni esempi da cui trarre buone prassi.
•    Avremo l’individuazione di qualche “buona prassi” da offrire alle famiglie e alla società per supportare al meglio la possibilità di vera inclusione sociale delle persone con sindrome x fragile.
•    Avremo una crescita di competenze della famiglia della persona con sindrome x fragile, realizzatasi sia mediante lo scambio con le altre famiglie, sia mediante il supporto del pedagogista di riferimento.
•    Avremo il potenziamento dello sportello di accoglienza e consulenza in ambito socio-educativo e legale gestito della segreteria di Associazione Italiana Sindrome X Fragile Onlus.
•    Avremo ribadito la cultura della “responsabilità” che ogni socio, aderendo alla vita di un’associazione, accetta facendolo diventare parte attiva nella proposizione di progetti e non semplice fruitore.
•    Avremo rinforzato la capacità delle sezioni territoriali e della Associazione Italiana di lavorare insieme a un unico progetto.

È necessario avere una sezione sul territorio di appartenenza per partecipare?
Non necessariamente. Associazione Italiana Sindrome X Fragile è disponibile a valutare se avviare il progetto anche in territori senza sezione territoriale. Dove esista un certo numero di soci che, a prescindere dalla presenza o meno della sezione voglia mettersi in gioco offrendo la propria collaborazione, si farà il possibile per andare incontro alle famiglie.

Cosa deve fare un socio per partecipare al progetto “le buone X prassi”?
Il socio che intenda partecipare deve inviare all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. il prima possibile e comunque entro il 28 febbraio 2015 la dichiarazione di interesse allegata alla presente.

La partecipazione al progetto “le buone X prassi” ha un costo per le famiglie?
Tendenzialmente no. Associazione Italiana Sindrome X Fragile Onlus cofinanzierà il progetto al 65%, chiedendo alle sezioni di appartenenza il residuo 35%. Sarebbe quindi importante che i soci interessati partecipassero alla assemblea annuale della propria sezione, che sarà convocata entro il prossimo mese di febbraio 2015. Sui territori in cui non vi sia una sezione costituita, Associazione Italiana valuterà di finanziare il progetto fino a un massimo di tre territori, anche in base al numero di dichiarazioni di interesse ricevute.

Perché inviare una dichiarazione di interesse ad Associazione Italiana anche se si è “soli” su quel territorio o non si partecipa alla vita associativa della sezione di appartenenza?
Perché le dichiarazioni di interesse serviranno ad Associazione Italiana per rilevare le esigenze e le risorse di un determinato territorio, cosa che potrà essere utile per  indirizzarvi la progettualità futura. Inoltre Associazione Italiana valuterà la possibilità residuale di rilevare buoni esempi presso le singole famiglie interessate.

Speriamo di aver risposto alle vostre domande, in molti sensi. Per tutto quello a cui non abbiamo dato risposta, c’è sicuramente bisogno che ogni socio ci aiuti a trovare risposte migliori. Questo progetto in fondo è ribadire che essere socio significa prima di tutto assumersi la responsabilità del sostegno a tutte le altre famiglie offrendo la propria esperienza, il proprio tempo, la propria voglia di farcela. Abbiamo bisogno di voi, cari amici, altrimenti l’impegno del Consiglio Direttivo è inutile. Chi si mette in gioco? Chi ha voglia di partecipare attivamente alla vita associativa? Chi si offre di sostenere altre famiglie?
Speriamo molti, perché questo è un progetto che parte dalla disponibilità di ogni singolo socio.

Tutti noi sperimentiamo la difficoltà
di percorrere una strada scomoda,
sconnessa e piena di ostacoli.
Essere parte del progetto sulle buone prassi
non significa tanto riuscire a superare l’ostacolo che ho davanti,
ma essere disponibile a fermarmi ancora un po’
su quella strada per rimuovere gli ostacoli
dopo che li ho superati
...per tutti quelli che la percorreranno dopo di me!

Cara socia, caro socio, nella speranza di trovarti disponibile a dedicarci  il tuo tempo, la tua passione, il tuo sostegno e la tua preziosa esperienza, ti inviamo i nostri saluti.

Alessia Brunetti
Il Consiglio Direttivo Nazionale

 

Accordo territoriale Sezioni e Associazione

 

Cerca nel sito

Eventi Nazionale

Eventi Sezioni

Agenda

telethon genzyme handylex cnmr fish omar orphanet cndmr uniamo